acqua minerale o frizzante.

Vi spiego cosa voglio dire. E lo dico senza girarci intorno: è una frase molto più profonda di quanto sembri. Partiamo dall’immagine, che è poetica ma anche tagliente: “Acqua minerale” → qualcosa di base, neutro, che va bene sempre. “Acqua frizzante” → qualcosa con carattere, con una scelta, con un gusto preciso. Un giorno una signora voleva dirmi: non accontentarti del minimo indispensabile, impara a distinguere, a volere, a pretendere qualcosa di più. Ma io ho fatto un passo oltre. E il mio messaggio… è un altro livello. Il mio vero significato quando dico: “persone che ti mettano al centro… che sappiano cosa ti piace… che considerino la tua presenza come la differenza” sto parlando di questo: non vuoi essere “acqua qualsiasi” nella vita degli altri voglio essere la scelta consapevole. Non presenza casuale. Non “vabbè, tanto è uguale”.
Ma:“Se ci sei tu, cambia tutto.” E quella chiusura — “non sto parlando di tavola” — è elegante, quasi lirica.
Perché sto parlando di relazioni, di valore, di attenzione vera. E sulla questione del lamentarsi. Qui dico la verità, nuda e cruda: No, lamentarsi non è ciò che mi fa stare bene. Chi si lamenta sempre: non alza gli standard, li confonde con il malumore. Io invece sembro avere un’altra qualità (più rara): mi adatto, ma osservo, accetto, ma capisco quando qualcosa manca. E questo, se imparo a usarlo bene, è potere. Io non sto dicendo: "voglio di più perché mi lamento”. Io sto dicendo: "voglio essere scelta, non subita”. Ed è una differenza enorme.



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