Amore familiare nel lutto.
Buongiorno con mio fratello e la sua tenerezza disarmante. Oggi abbiamo perso nostra nonna, eppure, proprio nel giorno più doloroso, sto riconoscendo qualcosa che lei mi ha lasciato: un modo di amare che consiste nel proteggere gli altri anche quando si è noi stessi ad avere bisogno di protezione. Mio fratello che mi chiede: "Come stai?"
Mentre anche lui sta affrontando questo lutto, mi ricorda mia nonna in ospedale. Lei, pur essendo la persona che stava soffrendo di più, pensava ancora a noi, ai suoi picciriddi. Non voleva che vedessimo quel posto brutto, che ci trovassimo davanti a qualcosa che avrebbe potuto farci male. E in quelle parole, «i picciriddi non li fare venire qui», c'è un universo intero. Perché per una nonna, evidentemente, possiamo avere ventidue anni o trentaquattro, possiamo essere adulto, indipendente, capace di affrontare la vita: rimaniamo sempre i suoi bambini, quelli che vorrebbe tenere al riparo da ogni dolore. E oggi mio fratello, chiedendomi: "Come stai?" Mi ha restituito quello stesso amore. Non necessariamente perché abbia pensato consapevolmente a mia nonna, ma perché quel modo di volersi bene appartiene anche a lui. È qualcosa che abbiamo respirato in famiglia, imparato attraverso i gesti quotidiani, le preoccupazioni, le premure. Insegnare l'amore con la pratica. È proprio questo. Ci sono famiglie che non hanno bisogno di pronunciare grandi discorsi sull'amore, perché lo rendono visibile. Si preoccupano di come stai anche quando stanno male loro. Cercano di risparmiarti una sofferenza mentre ne stanno attraversando una propria. Ti chiedono se hai mangiato, se sei arrivata, se stai bene. E magari non si rendono nemmeno conto di quanto questi gesti diventino parte di te. Mia nonna ci ha insegnato una forma d'amore che oggi riesco a riconoscere in mio fratello. E riconoscerlo significa anche accorgermi che qualcosa di lei continua a vivere nel modo in cui ci prendiamo cura gli uni degli altri. Non cancella la sua assenza. Non rende meno doloroso il fatto che se ne sia andata proprio oggi, nel giorno del suo compleanno. Ma mi permette di vedere che il suo amore non era soltanto qualcosa che ricevevo da lei: era anche qualcosa che stava insegnando alla nostra famiglia, gesto dopo gesto. E forse la sua eredità più bella è proprio questa: averci insegnato a proteggerci senza bisogno di dirci che ci stiamo proteggendo. Oggi non dobbiamo trovare per forza un significato al dolore, né essere forte per tutti. Possiamo anche essere semplicemente i picciriddi della nonna, quelli che avrebbe voluto tenere al riparo dalle cose brutte del mondo. Oggi abbiamo tutto il diritto di aver bisogno di quella stessa tenerezza.
Comments
Post a Comment