Quella voglia di sposarlo, ma non troppo.

 Di seguito una sintesi analitica e commento critico dello spettacolo "Ti sposo ma non troppo", con particolare attenzione alla performance di Vanessa Incontrada.

"Ti sposo ma non troppo" è una commedia degli equivoci scritta e diretta da Gabriele Pignotta, che si ispira a una storia già vista in versione cinematografica e che affronta le complicazioni dell’amore contemporaneo. Il testo mette in scena quattro personaggi – tra cui Andrea, interpretata da Vanessa Incontrada – che si trovano a dover fare i conti con crisi sentimentali, l’influenza delle app di incontri e il disincanto nei confronti del matrimonio. La pièce indaga, con una vena sia comica che riflessiva, le difficoltà nel mantenere relazioni autentiche in un’epoca dominata da superficialità e socialità virtuale. Io non ancora visto l' opera a teatro ma ho ricercato le recensioni altrui, in giro.

Che dicono della Performance di Vanessa Incontrada?

Nel ruolo di Andrea, Vanessa Incontrada porta sul palcoscenico una donna affascinante, profondamente delusa dall’amore e dalla difficoltà di trovare una vera connessione. La sua interpretazione risulta carica di vulnerabilità e fragilità, elementi che le permettono di instaurare un legame empatico con lo spettatore, quasi facendosi “amica” del pubblico .


Tuttavia, alcune recensioni evidenziano che il testo, in particolare nel secondo atto, si dilunga in una serie di monologhi che tendono a far perdere il ritmo della narrazione. In questo contesto, il nome di richiamo di Vanessa Incontrada – solitamente sinonimo di carisma e presenza scenica – non sempre riesce a sostenere quella profondità espressiva richiesta per questi passaggi più impegnativi . Di conseguenza, sebbene la sua performance sia generalmente apprezzata per la dolcezza e la capacità di trasmettere incertezza, essa evidenzia alcune limitazioni nell’adattarsi a un testo che richiede un equilibrio tra comicità e introspezione.


Il comparto scenico contribuisce in maniera significativa al successo dello spettacolo. La scenografia, curata da Alessandro Chiti, crea ambientazioni versatili – da appartamenti a pontili eleganti – che rispecchiano la complessità delle relazioni moderne e offrono al pubblico spunti visivi in linea con la narrazione . Anche la regia di Pignotta è stata apprezzata per la capacità di intrecciare i diversi fili narrativi, pur se in alcuni momenti il ritmo complessivo del testo risulta rallentato da sequenze prolisse.


Il cast nel suo insieme, inclusi Fabio Avaro e Siddhartha Prestinari, viene lodato per l’equilibrio e la sintonia sul palco, rendendo lo spettacolo una commedia che, pur con i suoi alti e bassi, offre spunti di riflessione sui meccanismi delle relazioni contemporanee .



In Conclusione "Ti sposo ma non troppo" si presenta come una commedia moderna che riesce a raccontare le sfaccettature dell’amore ai tempi dei social network, con una regia che gioca abilmente sui doppi sensi e sugli equivoci. La performance di Vanessa Incontrada, seppur non priva di momenti di esitazione soprattutto nei passaggi più ricchi di monologhi, risulta comunque una presenza scenica importante capace di trasmettere il senso di delusione e di speranza insito nel personaggio. Lo spettacolo, dunque, si distingue per la capacità di unire leggerezza, comicità e momenti di riflessione, pur lasciando spazio a qualche margine di miglioramento nella gestione del ritmo narrativo.

Questa analisi offre una panoramica critica che mette in luce sia i punti di forza – come la scenografia e l’insieme del cast – sia alcune criticità legate alla struttura del testo e alla difficoltà di mantenere una performance costante nei momenti più espositivi.


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